Citologia

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Per l'imballaggio e la spedizione dei vetrini è buona norma utilizzare dei portavetrini rigidi (cartone o plastica), ed evitare di spedire i vetrini imballati con della semplice carta o liberi in scatole, riducendo al minimo il rischio di rottura durante la spedizione.
I preparati citologici non vanno MAI inviati in buste contenenti anche campioni istologici: i fumi di formalina infatti alterano i preparati rendendoli illeggibili.
I vetrini da utilizzare sono quelli che presentano la banda sabbiata in cui inserire il segnalamento (nome del proprietario, razza, età e sede del prelievo). Se vengono utilizzati vetrini senza banda sabbiata, non utilizzare pennarelli ma matita su apposita etichetta.
Se viene inviato un preparato già colorato è buona norma improntare almeno 3 vetrini di cui uno da conservare non colorato, per eventuali colorazioni speciali.
Qualora invece si inviino preparati non colorati vanno inviati vetrini adeguatamente strisciati ed asciugati all'aria.
La preparazione di un campione citologico non prevede un metodo elettivo di prelievo, in generale il metodo deve essere scelto in base alla presentazione clinica della lesione, sua localizzazIone e sua cellularità.
Le lesioni sulla cute sono facilmente accessibili, per le lesioni in organi addominali o toracici il prelievo invece richiede spesso l'ausilio di mezzi strumentali come guida.
In alcune sedi e in alcune lesioni le cellule esfoliano spontaneamente pertanto possono essere collezionate con metodi poco invasivi (scotch test, apposizione, tampone), in altri casi le cellule devono essere staccate dal loro sito e devono pertanto essere utilizzate metodiche più invasive quali agoinfissione e agoaspirazione.

Alcune indicazioni sommarie su tipo di metodica da utilizzare in base a tipologia di lesione cutanea:

apposizione: su lesioni superficiali, da retro di lesioni crostose
tampone: condotto uditivo, fistole, zone intertriginose
scarificato: su lesioni superficiali
spazzolamento: da cavità (es: narici)
agoaspirato/agofissione: la scelta è soggettiva, con l'agoaspirazione è possibile esercitare una pressione negativa e pertanto è da preferirsi per lesioni che non cedono facilmente cellule.

In generale i tipi di aghi da utilizzare dipendono dalla consistenza della massa e dalla sua grandezza:
-neoformazioni di piccolissime dimensioni, lesioni scarsamente rilevate ed ulcerate, pustole possono essere aspirate con un ago da 26G raccordato ad una siringa da 3 o 5 ml
-neoformazioni a consistenza dura devono essere aspirate con aghi da 20G o 18G raccordati a siringhe da 5 ml
-neoformazioni a consistenza molle possono essere agoinfisse o agoaspirate con ago da 22G, anch'esso collegato a siringhe da 5 ml

Prelievo da liquidi organici

I campioni allestiti da liquidi organici, fra cui liquido peritoneale, pleurico ed urine, devono essere strisciati come tali e, in seguito, fatti sedimentare o centrifugati.
Devono essere inviati solo dopo l'allestimento per evitare artefatti dovuti ad un mantenimento errato, come l'eritrofagocitosi che può comparire in provetta.
Nel caso del sedimento urinario, è consigliabile annotare sulla scheda di accompagnamento il tipo di prelievo effettuato (per cistocentesi / cateterismo / minzione spontanea), poiché la cellularità del campione in esame può modificare la diagnosi.