Istologia

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Possono essere inviati campioni di biopsie incisionali o escissionali da lesioni nodulari di sospetta origine neoplastica e punch. Se la lesione è a carico di un unico organo, questo deve essere incluso nel campionamento e il prelievo deve essere eseguito preferibilmente a cavallo tra la zona sana e lesionata.

E' bene utilizzare barattoli diversi in caso di prelievi multipli dallo stesso soggetto, avendo cura di indicare su ognuno di essi la sede di campionamento. Se il campione è costituto da più noduli deve essere indicato il numero di noduli presenti. Consigliamo di inviare campioni già fissati, o parzialmente fissati, così da ridurre al minimo la quantità di formalina impiegata nel trasporto.

I campioni devono essere immersi immediatamente dopo l'escissione in formalina tamponata al 10% (1 parti di formalina al 40% disponibile in commercio in 9 parti di acqua), il rapporto ideale fra volume del pezzo e quantità di fissativo è 1:10. Il contenitore deve avere una capacità idonea a contenere sia il pezzo che il fissativo, deve avere un imbocco tale da far entrare il pezzo senza deformarlo (la formalina una volta assorbita indurisce i tessuti) ed un tappo a chiusura ermetica.

Il corretto invio dei campioni prevede l'utilizzo di baratto in materiale plastico rigido (mai vetro), possibilmente trasparente e provvisto di coperchio a chiusura ermetica reversibile in modo da evitare, in caso di sollecitazioni, la dispersione del fissativo; il contenitore deve essere di capienza adeguata al campione e riempito di una quantità di fissativo, sufficiente a ricoprire il campione stesso (anche in caso di campioni già fissati in sede ambulatoriale); sulla parete laterale devono essere riportati il numero di scheda oncologica (fornito dal sistema una volta portato a termine correttamente l'inserimento online della scheda di anamnesi) il cognome del proprietario, l'organo e la clinica referente. La scheda di anamnesi, inserita online dall'area clienti, deve sempre accompagnare il campione.

La velocità di penetrazione nel campione della formaldeide è di 0,8mm/h, è bene che lo spessore laterale del campione non superi mai i 2 cm per permettere al fissativo di penetrare il tessuto. Il tempo di fissazione deve essere valutato accuratamente per non incorrere negli inconvenienti che si riflettono inevitabilmente su tutte le successive fasi di lavorazione del campione, ivi comprese le colorazioni speciali, l'immunoistochimica e la biologia molecolare, oltre che precludere una adeguata valutazione della morfologia del campione.
Il tempo di fissazione è maggiore per alcuni organi o tessuti particolari in relazione alla loro costituzione. Ad esempio, campioni ricchi in tessuto adiposo (tessuti molli, cute con abbondante tessuto adiposo, ghiandola mammaria, campioni linfonodali) richiedono tempi lunghi poiché la formalina è una soluzione acquosa e penetra con difficoltà in tali strutture; campioni ricchi in sangue (milza, lesioni emorragiche o angiomatose, placenta) o colloide (tiroide) richiedono anch'essi tempi più prolungati di fissazione. In linea di massima, qualsiasi tessuto di consistenza sostenuta richiede tempi di fissazione maggiori rispetto a tessuti lassi.

In linea di massima, se è stato rispettato il rapporto campione:formalina 1:10 e il fissativo è idoneo, le biopsie di piccole dimensione richiedono 4-8 ore di fissazione, le agobiopsie speciali diagnostiche (rene, fegato, mammelle) 12 ore, i prelievi operatori non meno di 48 ore. Qualora vengano inviati in laboratorio campioni costituiti da intere file mammarie con uno o più noduli di dimensioni inferiori a 1,5 cm questi vanno segnalati con filo di sutura, il fissativo una volta penetrato indurisce i tessuti rendendo spesso difficoltosa la palpazione degli stessi. Per quanto riguarda le biopsie cutanee (da punch o da bisturi) consigliamo di farne aderire la superficie ventrale su un sottile supporto in cartoncino prima di inserirle nella provetta con il fissativo in modo da evitare un eventuale accartocciamento del campione che complicherebbe la fase di sezionamento. In caso di campioni da milza e fegato con stasi è consigliabile cambiare la formalina dopo qualche minuto per impedire che il sangue ne alteri (diluendola) la capacità fissativa.

MARGINI

Al fine di valutare l'adeguatezza della escissione chirurgica di una neoplasia risulta di fondamentale importanza l'invio al laboratorio di analisi di campioni adeguati, tali da consentire un corretto orientamento spaziale degli stessi e l'identificazione dei margini di escissione. E' sempre bene inviare campioni interi quando viene richiesta la lettura dei margini chirurgici, non è facile "ricostruire" da più pezzi la lesione originale. Nel settore oncologico le metodiche più utilizzate per differenziare i margini chirurgici sono:

Punti di repere(fili di sutura chirurgici):
I punti di repere chirurgici, posti all'atto dell'intervento, consentono di orientare il campione bioptico individuando la disposizione spaziale dei margini, per un referto puntuale è bene indicare nella scheda di anamnesi quale margine è stato indicato con un filo, quale con due, ecc.

Colorazione monocromatica con inchiostro di china:
Serve ad identificare il piano ventrale di escissione (d'altra parte la cute, se presente, identifica il piano superficiale del prelievo).

Colorazione policromatica con tempere colorate:
L'impiego di più tempere colorate consente di applicare colori diversi ai distinti margini di escissione, rendendoli distinguibili gli uni dagli altri macroscopicamente e permettendo una ricostruzione tridimensionale del pezzo operatorio. La procedura consiglia l'uso sul materiale fissato in formalina, ma le tempere colorate si possono applicare anche sul pezzo operatorio "fresco" . Per un risultato ottimale i colori devono avere una buona tenuta ed è necessario che essi si asciughino completamente, è opportuno tamponare il campione su carta assorbente prima di applicare la tempera così da permetterne maggiore adesione al tessuto.